1. Polo del 900
Ospitato nei quartieri militari disegnati da Juvarra, il Polo è un centro culturale dedicato alla storia e allo studio del XX secolo.

Nel complesso si trova il Museo diffuso della Resistenza, che racconta la storia e le vicende dell’antifascismo a Torino e in Piemonte dalle leggi razziali del 1938 alla Costituzione della Repubblica.

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This cultural centre, focused on history and study of 20th Century, occupies the Military Quarters designed by Juvarra.

Within the complex there’s the Resistance Museum, narrating stories and events of anti-fascist movement in Torino and in Piedmont from 1938 Racial Laws to the Republican Constitution.

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2. Martinetto
Il vecchio poligono del Martinetto divenne nel 1943 luogo di fucilazioni per i partigiani e gli oppositori alla Repubblica sociale italiana e all'occupazione tedesca.

Tra i 59 prigionieri fucilati in questo luogo, legati a sedie e spalle al plotone, nell’aprile 1944 furono giustiziati membri del Comitato militare piemontese del Comitato Liberazione Nazionale.

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The old Martinetto firing range was turned in 1943 to a spot where to shoot partisans and opponents to Mussolini’s Social Republic and to German occupation.

Among the 59 people executed here, usually sat on chairs back to the firing squad, in April 1944 some members of the local Military Command of the National Liberation Committee were shot.

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3. Casa
Di Nanni
Al numero 14 di via San Bernardino c’era una sede dì appoggio dei gruppi di sabotaggio partigiani. Nel maggio 1944, qui si rifugiò il giovane partigiano Dante Di Nanni dopo un attentato a un’antenna radio. Braccato dalla polizia fascista, fu ucciso dopo un assedio di tre ore.

La vicina via dedicata a Di Nanni di recente è diventata un'area pedonale con negozi e locali ed è il cuore della vita del quartiere.

English >
At 14 on via San Bernardino partisan saboteurs had their refuge. In May 1944 young partisan Dante Di Nanni took shelter here after an attack on a radio tower. Fascist police found and killed him after a three-hour siege.

Next to the house, the street named after Di Nanni was turned recently in a pedestrian area and with shops and restaurants is the district heart.

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4. Carceri nuove
Le Carceri Nuove furono attive dal 1870 agli anni Ottanta del Novecento. Durante il fascismo ospitarono dissidenti e oppositori mentre durante l’occupazione tedesca le SS impiegarono un’ala dell’edificio per carcerare e torturare partigiani ed ebrei.

Ora le Nuove sono un museo dedicato alla storia e alle persone di questo luogo, che offre vari percorsi di visita.

English >
The New Prison (Carceri Nuove) served from 1870 to 1980s. Under fascist regime dissenters and opponents were sent here, while during German occupation SS command used some space for imprisonment and torture of partisans and Jews.

Nowadays “le Nuove” is a museum on this place’s history and people, offering several visit itineraries.

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5. Ghetto ebraico
Accanto a piazza Carlo Emanuele II (detta piazza Carlina), l'isolato tra le vie Maria Vittoria, Bogino, Principe Amedeo e S. Francesco fu dal 1679 al 1848 il ghetto ebraico di Torino.

Aveva quattro aperture (l'unica superstite è il portone centrale lungo via Principe Amedeo) e all'interno si trovavano tutti i servizi della comunità, incluse una sinagoga di rito sefardita e una di rito italiano.

English >
Next to piazza Carlo Emanuele II (named as piazza Carlina) the block enclosed by via Maria Vittoria, Bogino, Principe Amedeo and San Francesco was Turin ghetto from 1679 to 1848.

It had four entrances (the only remaining one in the middle on via Principe Amedeo), and within there were all the community services, including two sinagogues (Sephardic- and Italian-rite).
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